Considerando la plurimillenaria coltivazione della vite nel territorio dei Castelli Romani sono innumerevoli i vitigni che si sono sperimentati
e radicati nel corso del tempo con esito più o meno favorevole, non ultimo l'inserimento di vitigni internazionali che trovano un habitat ottimale nei terreni di origine vulcanica e collinare grazie al clima favorevole.

 

Le uve bianche prevalgono, soprattutto in conseguenza dell'internazionalizzazione del vino Frascati negli anni 60, che ha indotto i viticultori a seguire l'esito positivo commerciale dei vini bianchi dei Castelli Romani, non trascurando comunque i vitigni a bacca rossa che danno vita a vini di grande
spessore.


I vitigni a bacca bianca che compongono la base dei vini bianchi sono per eccellenza la Malvasia di Candia ed il Trebbiano Toscano, che trasmettono ai vini freschezza e sapidità, caratteristiche ottimali in abbinamento a uve ben strutturate e autoctone come il Bombino e il Greco; a uve semi-aromatiche anch'esse autoctone come ad esempio la Malvasia del Lazio ed il Bellone; e ancora con il
Vermentino così come con gli internazionali Chardonnay, Sauvignon e Viogner.


Molte di queste uve vengono vinificate in purezza e commercializzate come mono vitigno, in particolare la Malvasia del Lazio e lo Chardonnay. Le uve nere più coltivate sono Sangiovese, Montepulciano, gli autoctoni Cesanese e Nero Buono, e vitigni internazionali, molto ben integrati, come Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon.

Malvasia del Lazio o puntinata

malvasia

 

Originaria della zona di Marino viene oggi coltivata in tutto il territorio dei Castelli romani, produce un vino di un
elegante colore giallo dorato, semi aromatico, sapido e decisamente alcolico.

Bellone

bellone

 

"L'uva pantastica",
citata da Plinio, è un autoctono
per eccellenza, che si esalta in
terreni leggeri e profondi di origine vulcanica. Uva molto succosa, conferisce ai vini freschezza,
acidità e longevità. A li vello
sperimentale viene assemblato
insieme allo Chardonnay con il
quale ha ottime affinità organolettiche, con risultati brillanti.

Bombino bianco

bombino bianco

 

Di origine incerta, coltivato ai Castelli Romani da prima del 1800, conferisce al vino un colore giallo verdolino dal delicato profumo, in assemblaggio rende i vini molto armonici e vellutati.
Viene anche chiamato "Stracciacambiale"
a testimonianza della produttività costante del vigneto.

Sangiovese

Sangiovese

 

Citato da studiosi e tecnici a partire dal 1713 con l'Acerbi, il vitigno toscano si diffuse nei Castelli Romani nell'800, trovando un habitat molto adatto tanto da essere presente in gran parte dei vini romani, ai quali regala un colore rosso rubino intenso, buona tannicità e
capacità di invecchiamenti.

Montepulciano

montepulciano

 

Vitigno caratteristico delle regioni centrali d'Italia, produce un vino di grande carattere e personalità, che assemblato insieme a Sangiovese, Cesanese e Merlot dà vita ai migliori vini rossi del comprensorio dei Castelli Romani.

Cesanese

cesanese

 

Descritto nei manuali ampelografici del 1888
come vitigno coltivato nelle campagne di Roma, è un autoctono per eccellenza. L'uva è molto sensibile e produce un
vino di spiccata tipicità. Scostante a seconda delle annate rappresenta una vera sfida per gli enologi.

Orari di Apertura

Lun - Ven 8:00/13:00 14:00/17:00
Sabato 09:00 - 13:00
Domenica Chiuso
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